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SICUREZZA, AMBIENTE E SOSTENIBILITA'

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MOBILITY MANAGER

la nuova figura aziendale: da obbligo di legge a vantaggio competitivo?

Le aziende private e le istituzioni con più di 100 dipendenti, situate in un capoluogo di Regione, in una città metropolitana o in un Comune con popolazione superiore ai 50 mila abitanti, devono dotarsi di un mobility manager che si occupi del Piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) del proprio personale.

Questo è quanto previsto dal decreto firmato dai ministri della Transizione ecologica e delle Infrastrutture, in vigore dal 27 maggio. La figura del Mobility Manager nasce in Italia nel 1988 con l’obiettivo di ottimizzare costi e impatti della mobilità sul territorio, con aspetti di efficienza e attenzione ambientale, con l’ultimo decreto però si arricchisce di un nuovo valore, ovvero la salute dei dipendenti delle aziende, il distanziamento sociale e la gestione dello smart working.

Per arrivare a un tale risultato il Mobility Manager deve avere un quadro completo delle problematiche legate al territorio e alla dislocazione degli uffici, impianti e magazzini rispetto al conteso urbano. L’attualità e l’importanza di questo tema richiede però figure professionali ad hoc, con competenze in diversi aspetti aziendali che spaziano dall’HR, al software di mobility management e aspetti di diritto del lavoro. Le imprese stanno quindi investendo per rispondere a questo cambiamento che richiede nuove figure professionali con competenze trasversali tra tecnologia, innovazione, ambiente, normative, economia e sostenibilità.